Ritratto di Areljia, artista di musica AI da Genova
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Areljia

Areljia ha iniziato a esplorare la musica AI con Suno nel giugno 2026, spinta dalla curiosità di dare vita ai propri testi. Areljia canta la complessità delle relazioni e la fragilità degli esseri umani, convinta che la perfezione dell'essere umano risieda proprio in quella fragilità.

Ama e ridi se amor risponde, Piangi forte se non ti sente.

— Areljia

Trasparenza

Human × AI

Come è nato "21 Lettere", fase per fase, dichiarato dall’artista.

4Su 6 ruoli
dall’artista
Umano

Lyrics

Umano

Melody

AI

Vocals

AI

Arrangement

Umano

Production

Umano

Mix & master

Fatto dall’artistaFatto con l’AI

Strumenti AI usati: Suno

L’intervista

Una conversazione con Areljia

Intervista di IAIMA team · 2026-10-16 · 2 min di lettura

Come hai iniziato a fare musica con l'AI?

Dal desiderio di mettere in musica i miei testi.

Che ruolo ha l'AI nel tuo processo creativo — e cosa resta umano?

Penso che l'AI mi permetta di dare sostegno emotivo alle mie parole. È come se la musica generata in questo modo mi aiutasse a trasmettere meglio ciò che ho da dire, che è il vero cuore del mio lavoro.

Parlaci di "21 Lettere". Come è nato?

Il testo esplora la depressione e il potere curativo della scrittura e della musica. Parte da riflessioni ed esperienze vissute in prima persona. La musica, invece, è nata da una semplice progressione di tre accordi suonati alla chitarra, poi "vestita" con Suno. Come in gran parte di ciò che scrivo, esploro le fragilità delle persone, che considero parte della meraviglia della nostra specie, quella umana. Naturalmente, finisco sempre per raccontare la mia storia.

“Ama e ridi se l'amore risponde, grida forte se non può sentirti.”

Quali strumenti usi e come?

Ho registrato la progressione di tre accordi alla chitarra. Ho chiesto a Suno un suono acustico in stile American folk, suonato in fingerpicking. All'inizio pensavo a un accompagnamento più discreto, qualcosa come il Travis picking, ma a un certo punto Suno ha deciso di aggiungere alcuni virtuosismi di chitarra che mi sono piaciuti molto. In seguito, in studio, ho aggiunto degli archi per aumentare l'intensità emotiva di alcuni passaggi.

Cosa significa essere un artista italiano nella scena musicale AI?

Non credo di avere una risposta chiara. Non penso che esistano barriere linguistiche o geografiche; c'è solo la curiosità di imparare ed esplorare. Scrivo canzoni perché sento di doverlo fare. È un atto creativo che devo a me stesso, e non mi fermo mai a chiedermi se ciò che scrivo sarà apprezzato dagli altri. La musica, come tutte le forme di espressione, è semplicemente un'opportunità per cambiare prospettiva e scoprire nuove angolazioni, nuovi mondi e storie diverse e, in un certo senso, viverli. È una splendida occasione di arricchimento personale e di scoperta. Ognuno vi si avvicina secondo la propria cultura, esperienza e sensibilità.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Esplorare, imparare, ascoltare e studiare: tutto per acquisire un controllo sempre maggiore sullo strumento AI.

Secondo te, esiste la musica AI?

Credo che l'AI sia solo uno strumento. Ma quando una forma di espressione è il risultato del ragionamento umano, resta umana. Non è il mezzo a definire il contenuto.

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