Ritratto di Tylerdurdan*, artista di musica AI da Napoli
Su invitoHip HopNapoli

Tylerdurdan*

Tylerdurdan* è il progetto musicale di Raffaele Annunziata basato sull'AI, che fonde testi scritti da esseri umani con voci e suoni generati dall'AI per esplorare identità, linguaggio, potere e autorialità attraverso il rap

T piènz che sò io l'intelligenza artificiale, so' artigianal'

— Tylerdurdan*

Trasparenza

Human × AI

Come è nato "Abbastanza", fase per fase, dichiarato dall’artista.

1Su 6 ruoli
dall’artista
Umano

Lyrics

AI

Melody

AI

Vocals

AI

Arrangement

AI

Production

AI

Mix & master

Fatto dall’artistaFatto con l’AI

Strumenti AI usati: Suno

L’intervista

Una conversazione con Tylerdurdan*

Intervista di IAIMA team · 2026-10-21 · 5 min di lettura

Come hai iniziato a fare musica con l'AI?

Ho iniziato dalla scrittura. Come Raffaele Annunziata, l'autore dietro tylerdurdan*, mi interessava capire cosa succede quando parole, intenzione ed esperienza vissuta incontrano una voce senza corpo. L'AI mi ha dato un modo per trasformare quella domanda in musica. Scrivo i testi, sviluppo i concept e strutturo ogni brano, poi lavoro con voci e suoni generati dall'AI. Mi interessa la tensione tra scelte consapevoli e risultati inattesi: definisco la narrazione e il significato, mentre la tecnologia diventa parte del processo creativo. Questo approccio ha preso forma in Buffet (2024), si è sviluppato in Primo (2025), con il producer Max Bertoli, e prosegue in Secondo (2026). Attraverso queste uscite, il rap è diventato il mio modo di esplorare identità, linguaggio e potere, insieme a una domanda che attraversa l'intero progetto: cosa significa essere autore quando cambiano gli strumenti espressivi?

Che ruolo ha l'AI nel tuo processo creativo e cosa resta umano?

L'AI genera la musica e la voce a partire dai testi che scrivo personalmente. Amplia le possibilità sonore della mia scrittura, introducendo risultati inattesi e una tensione tra intenzione e imprevedibilità. Ciò che resta umano è l'architettura concettuale, il linguaggio, il giudizio e la responsabilità del significato. In Secondo, ho organizzato i brani in una progressione dall'assenza all'eccesso, ponendo una domanda antica all'interno della cultura digitale di oggi: dove finisce l'equilibrio e dove inizia il sovraccarico? Il dialetto napoletano aggiunge un'altra dimensione. Porta con sé ritmi locali, identità e memoria sociale che non sempre si adattano agli schemi statistici dell'AI. Questo attrito, comprese le sue imperfezioni, diventa parte dell'opera. Quando la tecnologia può generare senza limiti, il mio ruolo creativo comprende decidere cosa merita di esistere, cosa conservare e quando fermarsi. L'AI rende possibile l'abbondanza; resta mia la responsabilità di trovare la giusta misura.

Parlaci di "Abbastanza". Come è nato?

Il brano che presento è “Abbastanza”, tratto dal mio album Secondo. Il titolo esprime l'idea di ciò che basta e pone domande su quanto ci serve, quanto tolleriamo e cosa significhi la dignità quando viene negato persino l'essenziale. Ho scritto il testo a febbraio 2025, sviluppando personalmente il concetto e la struttura, per poi usare sistemi di AI per generare la voce e il suono. La scrittura e l'intenzione umane guidano il processo. Il brano si collega a Between Gaza and Naples, il progetto fotografico e documentario che ho creato con il fotografo palestinese Mahmoud Abu Qaraya. Per il video, Mahmoud ha filmato lo sfollamento forzato di una famiglia verso sud all'interno di Gaza, mesi dopo la stesura del testo. Le parole e le immagini sono nate indipendentemente, ma il loro incontro ha dato alla canzone un significato profondamente concreto. Attraverso questo legame, “abbastanza” diventa una domanda sulla sopravvivenza, sulla resistenza e sulla nostra responsabilità reciproca. La voce artificiale porta le mie parole; le riprese di Mahmoud testimoniano vite reali.

“T piènz che sò io l'intelligenza artificiale, so' artigianal'”

Quali strumenti usi e come?

Uso Suno per creare musica a partire da testi che scrivo personalmente. Sviluppo il concept, la narrazione e la struttura, poi uso la piattaforma per generare l'arrangiamento musicale e la voce. La scrittura nasce dal mio punto di vista; l'AI offre gli strumenti per trasformarla in suono. Per “Abbastanza,” ho poi montato il videoclip usando riprese realizzate a Gaza dal fotografo e regista palestinese Mahmoud Abu Qaraya, con cui collaboro a Between Gaza and Naples. Il processo unisce scrittura umana, musica generata dall'AI e cinema documentario. Ciascuno ha un ruolo distinto: io scrivo le parole e monto il video, Suno genera la musica e le voci, Mahmoud documenta la realtà di cui è testimone a Gaza. Le immagini provengono direttamente dalla sua videocamera e dalla sua esperienza vissuta.

Cosa significa essere un artista italiano nella scena musicale AI?

Per me significa costruire un percorso indipendente. Sono stato il primo in Italia a pubblicare un album realizzato con l'AI, nel giugno 2024; a registrare i miei brani presso la SIAE, a ottobre; e a firmare con un'etichetta tradizionale, Visory Records, a novembre. Sono stato anche il primo a collaborare con l'Università delle Arti di Barcellona a una partitura creata con l'AI per lo spettacolo Colapesce. Il mio progetto è citato su Wikipedia come esempio del rapporto tra musica e intelligenza artificiale. Più di recente, uno studente del Politecnico di Milano ha usato il mio lavoro come caso di studio per una tesi sull'argomento. Eppure questi traguardi hanno ottenuto pochi riconoscimenti dai media mainstream, che raramente danno molto credito a progetti nati dal basso come il mio. A mio avviso, in Italia manca ancora una scena musicale AI coesa: le conoscenze tecniche e culturali restano frammentate, così come la volontà di costruire qualcosa insieme. Per ora mi trovo benissimo a lavorare in modo indipendente. Appartenere a una “scena” non è un requisito per creare opere che abbiano valore.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Per ora, il mio progetto musicale tylerdurdan* è in pausa. Ho riserve etiche sul modo in cui Suno e altre piattaforme di musica generativa hanno usato il lavoro di altri autori come materiale di addestramento, soprattutto in termini di consenso, compenso e controllo. La mia pratica esplora la paternità umana delle opere e la responsabilità creativa. Questo significa anche mettere in discussione i sistemi che uso e il lavoro di chi li rende possibili. Non posso separare la mia libertà creativa dai diritti degli altri autori. Se le piattaforme di musica AI risolveranno queste questioni etiche e legali attraverso pratiche trasparenti, un consenso effettivo e un compenso equo, potrei tornare a fare musica. Fino ad allora, anche fermarsi è una scelta creativa.

Perché scrivi?

Perché scrivere mi permette di parlare di ciò che mi sta a cuore: le disuguaglianze, il genocidio del popolo palestinese, le distorsioni del sistema attuale, il conformismo e il disimpegno

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